
Un impianto può essere dimensionato partendo dalla volontà del cliente di sfruttare tutta la superficie a disposizione, di installare una determinata potenza o di azzerare la bolletta dell'energia elettrica. In generale però vi sono alcuni fattori da tenere in considerazione e in tutti i casi prima di procedere con la realizzazione del progetto esecutivo i progettisti Somet realizzano dei sopralluoghi dettagliati con la stesura di piani di rientro dettagliati e la determinazione dei diagrammi delle ombre del sito interessato alla realizzazione dell'impianto.

Fattori da tenere in considerazione:
1 - Budget economico a disposizione e possibili finanziamenti
Gli impianti fotovoltaici hanno costi elevati dovuti alla tecnologia impiegata ma esistono incentivazioni statali che li rendono un investimento economicamente interessante e sicuro.
Inoltre le banche possono mettere a disposizione apposite soluzioni per privati ed aziende che intendano dotarsi di un impianto fotovoltaico.
2 - Consumo annuo di energia elettrica (kWh) dell'utenza
Il dimensionamento dell'impianto può essere fatto mettendo a confronto l'energia elettrica necessaria all'utenza e l'energia elettrica fornita dall'impianto per unità di superficie. Per determinare il proprio fabbisogno elettrico si guarda l'ultima bolletta elettrica o si può fare una media dei valori delle bollette degli ultimi tre anni.
3 - Luogo in cui verrà installato l'impianto
Il luogo in cui verrà installato l'impianto è un aspetto determinante in quanto la radiazione solare non è costante sulla Terra, ma è maggiore all'equatore e minore ai poli. Per avere un'idea della radiazione che colpisce un determinato posto ci sono tabelle o cartine della radiazione solare che forniscono i valori della radiazione solare media annuale in kWh/m2 sul piano orizzontale.
Irradiazione globale e potenziale solare elettrico per un'ottimale inclinazione dei moduli fotovoltaici

Se la superficie dell'impianto non è orizzontale si moltiplica il valore della radiazione per un coefficiente correttivo (tabulato) che varia in base a inclinazione e orientamento. Valori positivi dell'orientamento equivalgono superfici esposte verso ovest, negativi verso est. In Italia le condizioni più adatte per l'istallazione di un impianto sono:
Quando si decide di installare un impianto è opportuno verificare l'esistenza di superfici utilizzabili che abbiano queste caratteristiche (ad esempio pensiline o tetti a falde), così da ottimizzarne la resa.
L'energia solare incidente non viene però totalmente trasformata in energia elettrica, in quanto ogni pannello ha una sua efficienza, così come la parte restante dell'impianto. Quindi l'energia elettrica fornita per unità di superficie si determina moltiplicando l'energia solare incidente per i due rendimenti.
A meno che non si desideri azzerare la propria bolletta elettrica, l'impianto coprirà solo una parte del fabbisogno dell'utenza, pertanto si integra l'impianto alla rete elettrica tradizionale in una percentuale che varia dal 50 al 70%.
Una volta definita quale può essere la potenza dell'impianto più idonea alle vostre esigenze si tengono in considerazione la disponibilità di spazio e il budget economico a disposizione, entrambi aspetti non trascurabili.
4 - La connessione alla rete elettrica
La direttiva 2003/54/CE stabilisce le condizioni di connessione dei nuovi produttori di elettricità, che devono essere obiettive e trasparenti e tenere in considerazione i costi e i vantaggi delle tecnologie delle fonti energetiche rinnovabili. Nella tabella sottostante sono riportate le delibere che regolano la connessione degli impianti di produzione di energia elettrica.
| Livello di tensione | Condizioni procedurali ed economiche | Regole tecniche di connessione | |
|---|---|---|---|
| Trasmissione | AAT/AT | Delibera n. 281/05 | Delibera n.250/04 codice di rete - Terna |
| Distribuzione | AT | Procedimento delibera n.136/04 | |
| MT | |||
| BT | Delibera n. 89/07 |
Con tali provvedimenti sono stati definiti:
Nel caso di fonti rinnovabili, per connessioni in media e alta tensione (superiore a 1 kV), l'Autorità ha previsto:
Per le connessioni in bassa tensione, i produttori pagano solo il 50% dei corrispettivi definiti a forfait.
Nel caso in cui si superino i tempi di realizzazione per gli impianti e per gli interventi che deve effettuare il gestore di rete responsabile, quest'ultimo è tenuto a versare al soggetto richiedente, per impianti da collegare alle reti in media o alta tensione, un importo determinato dall'Autorità. Inoltre nel caso di connessioni che necessitano di lavori semplici, il tempo di realizzazione è di 30 giorni lavorativi, mentre per connessioni che necessitano di lavori più tale tempistica è fissata a 120 giorni lavorativi. Qualora la connessione non avvenga entro i tempi previsti, l'impresa distributrice, se non sussistono cause di forza maggiore o imputabili al soggetto responsabile della connessione o a terzi, corrisponde al soggetto responsabile della connessione, come indennizzo, un ammontare pari al maggior valore tra l'1% del costo totale della connessione e 5 euro, per ogni giorno di ritardo fino ad un massimo di 180 giorni.
A titolo di esempio si riportano i corrispettivi applicati per le connessioni in bassa tensione:
| Diritto fisso € | 46,53 | |
|---|---|---|
| Quota potenza €/kW | 69,8 | |
| Quota distanza € | Parte fissa | Importo aggiuntivo |
| Entro 200 m | 185,65 | |
| Oltre 200 e fino a 700 m per i primi 200 m per ulteriore distanze (ogni 100 m o frazioni superiori a 50 m) | 185,65 | 93,06 |
| Oltre 700 e fino a 1200 m per i primi 700 m per ulteriore distanze (ogni 100 m o frazioni superiori a 50 m) | 650,03 | 185,65 |
| Oltre 1200 m per i primi 1200 m per ulteriore distanze (ogni 100 m o frazioni superiori a 50 m) | 1578,29 | 371,3 |